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Il Bambù o le canne? Le canne e il bambù!!!

Il Bambù o le canne? proverò a rispondere. Alcuni anni fa sono stato in Giappone e ho notato che usano mangiare i germogli di bambù, dopo averli assaggiati devo dire che sono squisiti. In più contengono molte sostanze benefiche per la salute.

Foresta di Bamboo
Foresta di Bamboo

Ho anche notato che molti utensili sono di questo materiale naturale, dalle bacchette usate per prendere il cibo, alle stuoie, tappetini, vassoi e manici di coltelli.

Nella cucina di una università di Osaka dove eravamo ospiti, ho potuto osservare che gli oggetti in bambù erano innumerevoli, dai vassoi bucati dove venivano sistemate le polpettine di riso cotte al vapore, setacci con fori di diverse grandezza per la cottura a vapore.

In realta si producono anche mobili, letti, e altri  oggetti per la casa.

Ponteggi e sostegni di ogni tipo e dimensione, recinzioni di aiuole nei giardini pubblici e privati. Il bambù appartiene alla famiglia più importante per l’alimentazione mondiale delle persone e degli animali, le Graminacee, che comprende moltissime specie di piante.

Ho pensato che da noi questo importane materiale naturale manca, da noi oramai è tutto di plastica, un materiale naturale sarebbe più idoneo anche tenendo conto dello smaltimento dei rifiuti, che prima o poi si dovrà affrontare.

Poi a pensarci bene mi sono ricordato che al mio paese, da bambini, per giocare si adoperava la canna, che anche se non possiede la stessa resistenza, robustezza e dimensione, nel passato del mondo contadino è stato un materiale importantissimo. Anche le maltrattate canne nostrane un tempo venivano adoperate, è ancora oggi possono essere adoperate per tantissimi usi, non costa niente se non la fatica di andarle a tagliare.

Al mio paese in sardegna con la canna intrecciata si facevano le mensole per far asciugare e stagionare il formaggio o le ricotte salate. Si usavano canne robuste, sospese al soffitto in cucina per appendere e far asciugare le salsicce e altre parti del maiale quelle più leggere, poi con i rametti di mirto si separavano i vari pezzi appesi, per impedire che facessero troppa umidità.

Anche le launeddas, forse il più antico strumento musicale polifonico di questo genere, in Europa viene prodotto con le canne.

Con i fiori della canna fatti essiccare si facevano spazzole e piumini per spolverare.

Le canne hanno molti usi comuni e modi di dire, sostegni per le piante negli orti e nelle vigne, spaccata a croce con un sasso legato in mezzo, serve per raccogliere i fichi, detti anche fioroni e anche per la raccolta dei fichi d’india (in sardo si chiama, sa cannuga). Le canne hanno ispirato artisti e modi di dire, come il nome dato al romanzo del premio nobel Grazia De Ledda (canne al vento) o i molti modi di dire tipo povero in canna o trema come una canna,  di queste frasi volendo se ne possono trovare a decine. Ci sono poi le costruzioni dei sotto tetti delle case rurali, dove le canne venivano legate alle travi di legno con vari sistemi, anche col fil di ferro e sopra le canne intrecciate venivano sistemate le tegole, in questo modo fungendo da camera d’aria, si comportava da buon isolante termico.

**Le canne possono essere una risorsa molto importante anche dal punto di vista energetico, essendo possibile adoperarle per la produzione di alcool industriale. Sono facili da coltivare, non hanno bisogno di trattamenti, forse solo di concimi, in quantità e qualità da stabilire per farle produrre di più, si possono sfruttare quei terreni non adatti per altre coltivazioni di pregio.

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Il Giappone e la cucina Giapponese

Curiosità il Giappone

La maggior parte delle persone ha conoscenza del Giappone solo per i loro prodotti, che ci hanno invaso a partire dagli anni 50 del secolo scorso con prodotti elettrici o elettronici ad esempio le radioline a transistor e tanti altri prodotti a basso costo.

Ora producono oggetti di alta tecnologia, così ci producono auto auto, macchine fotografiche e altre le apparecchiature elettroniche di vario genere, novità sempre all’avanguardia a livello mondiale.

Tutto questo ha portato al popolo Giapponese un benessere eccezionale.

In passato i giapponesi venivano accostati ai cinesi, forse per la  somiglianza fisica,  degli occhi in particolare in parte anche per la scrittura, che è di derivazione cinese, per il resto hanno molto poco in comune.

Io ad Osaka
Io ad Osaka

La scrittura giapponese è alquanto complicata, i giapponesi come tanti altri popoli, in passato non possedevano una scrittura, solo pochi popoli ne hanno inventata una, tutti gli altri l’hanno dovuta prendere in prestito.
Così anche i giapponesi, ne hanno presa una in prestito, hanno adottato la scrittura dalla vicina, colta e antica Cina. I cinesi possedevano una scrittura formata da ideogrammi ad ognuno di questi segni corrispondeva un significato.
Ad esempio il segno che rappresentava un uomo, si leggeva e significava uomo in tutte le lingue e i dialetti parlati nell’antica Cina. Data la vastità del paese che noi chiamiamo Cina, in esso si parlano tante lingue locali, con la scrittura ideografica erano e sono in grado di leggere e capire tutti, anche se le scritte sono prodotte da persone che parlano lingue diverse.

Riso cotto
Riso cotto

Succede così che di molti ideogrammi ci sono diverse pronunce e anche significati diversi.

Uno scolaro giapponese che inizia la scuola elementare, deve imparare e conoscere oltre che gli ideogrammi, detti kanji, anche i sistemi di scrittura sillabica, usati dai Giapponesi per le trascrizioni dei vari termini usati nella loro lingua.

I Kanji gli verranno insegnati un po per volta, perché il loro numero è enorme,. Solo per poter leggere il giornale se ne devono conoscere circa 2000, uno studioso giapponese non sempre li sa leggere tutti a memoria.

Avocado ne Tonno
Avocado e Tonno

Il sistema dei kanji mette in relazione il simbolo con la parola, quindi è più diretto, anche se più complesso visto che esiste un simbolo per ogni parola. Come già detto usano sistemi fonetici l’hiragana e il katakana, per la trascrizione dei kanjii ed adoperano anche l’alfabeto Romano detto (Romanji) per la trascrizione delle parole occidentali.

I due tipi di scrittura sillabica vengono usati per rendere i 50 suoni della lingua giapponese, sono di 46 segni ciascuna, che i giapponesi hanno ricavato modificando i kanji, il primo serve per unire gli ideogrammi (kanji) e completarli nelle varie pronunce, adattate alla lingua giapponese.

lavorazione dei filetti di pesce crudo
Lavorazione dei filetti di pesce crudo

Il katakana svolge le stesse funzioni dell’hiragana, ma si usa solo per trascrivere i nomi, i cognomi, di oggetti e cose nelle altre lingue straniere, in special modo quelli di origine americana, ma non che derivino dalla  lingua cinese.

Per ultimo c’è il romanji, che è l’alfabeto romano, usato per trascrivere in giapponese le parole delle varie lingue occidentali.

Anche per i numeri i Giapponesi usano sia quelli di origine cinese e sia quelli arabi, ma anche quelli originali giapponesi (fino al 10) che sono:

Giapponese  Cinese
1 hitotsu   1 ichi
2 futatsu   2 ni
3 mitsu     3 san
4 yottsu    4 yon o shi
5 itsutsu   5 go
6 muttsuz   6 roku
7 nanatsu   7 schichi o nana
8 yattsu    8 hachi
9 kokonotsu 9 ku o kyu
10 to       10 ju

Altri numeri

  • 100 – hyaku
  • 1.000 – sen
  • 10.000 – man

con questi numeri di base se ne puo comporre qualunque altro per esempio:

 11   => ju ichi oppure 
 5000 => go => 5 esen => 1000.

I numeri di origine cinese sono costruiti come i numeri romani.

Geograficamente il Giappone è formato da quattro isole maggiori e da tantissime isolette che si estendono da nord a sud, quindi possedendo anche i relativi climi.
Ad esempio la zona di Roma possiede più o meno lo stesso clima della zona di Osaka. La popolazione è di circa 120.000.000 di abitanti.

Nel passato ha subito l’influsso della cultura cinese. In seguito ha saputo aprirsi alla cultura occidentale, sapendola apprendere molto rapidamente, imparando tutto mettendosi così al passo e in alcuni casi superando, le culture di cui ha subito l’influenza.

Tutto questo il Giappone lo ha fatto, sapendo tuttavia tener vivo e conservando il ricordo del suo passato, usandolo come base, per potersi proiettare nel futuro, mettendosi così all’avanguardia a livello mondiale in tutti i campi.

Sushi al salmone
Sushi al salmone

La curiosità spontanea di tutti noi occidentali è: <<Che mentalità ha questo popolo? Come vive? >>

La cucina Giapponese

Nell’arte culinaria di questo popolo si intuisce il suo passato, la sua semplicità, il rispetto delle regole, dell’igiene, del modo di presentare i cibi, della disposizione dei fiori, della scelta degli ingredienti, del modo di usarli freschi e di saperli sapientemente conservare, la loro genuinità, la bontà del loro riso, la freschezza dei pesci adoperati ecc.

Centro tavola
Centro tavola

Il riso in Giappone è molto importante, è la base di partenza dei pasti, con i tanti usi e derivazioni che se ne fa, come da noi è il grano e i suoi derivati. Il riso cotto a vapore viene accompagnato da molti prodotti del mare, molti dei quali vengono usati e consumati crudi, accompagnati anche da altri ingredienti, come verdure, legumi, principalmente la soia e i suoi derivati e alcune varietà di fagioli.

Dal riso, dopo vari procedimenti, fermentazioni e relative lavorazioni,  si ricava una bevanda, il saké o vino di riso ed il mirin nella versione liquorosa e dolce, usato anche per marinare e rendere più delicate certe pietanze a base di pesce crudo. I condimenti più usati sono l’aceto di riso il pepe locale sansho, il rafano verde molto piccante wasabi, lo zenzero shoga, la salsa di soia koikuchi shoyu con aroma forte, usukuchi shoyu soia con aroma leggero, tamari shoyu soia forte densa e nera, usata per piatti cotti alla griglia.

Un altro condimento molto importante è il miso, anche esso un derivato dalla lavorazione della soia, quasi un formaggio molle, ne esistono di tante qualità e varietà, consistenza e colore, di diverse derivazioni, riso, frumento, con l’ausilio di diversi ceppi di lieviti selezionati e con l’aggiunta di sale. Molto usate sono anche le alghe, piante marine, utilizzate per molti usi: come concime, foraggi, sono molto importanti nell’alimentazione, contengono sodio, potassio iodico, bromo, e altre diverse sostanze benefiche e nutrizionali. Nell’alimentazione umana, quelle usate maggiormente in Giappone sono wakame, hiziki, kombu, arame, nori, kante, dulse. Si usano per il confezionamento di tanti piatti e pietanze tradizionali insieme ai legumi, cereali, funghi, nelle minestre di verdure.