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Curiosità

Le piante, la cucina e i rimedi curativi

In questo articolo andremo a presentare alcune piante tipiche meditarrenee, tranne una che è stata importata. Alcune sono di uso comune nella cucina mediterranea, altre sono frutti ed infine ci sono quelle usate come curative. Cominciamo da quella importata.

Eucalipto, Eucalyptus globulus.

Pianta eucalipto
Pianta eucalipto

Della famiglia Myrtacee, questo albero importato dall’Australia, è un vero colosso se paragonato agli alberi della macchia mediterranea.
Ha una crescita prodigiosa, le sue foglie e i fiori sono ricchi di eucaliptolo, un medicamento adoperato nella cura delle affezioni delle vie respiratorie.

Lavanda, Lavandula officinalis chaix, Lavandula spica L.

Della famiglia Labiate, spontanea e coltivata, si usano i fiori raccolti alla fioritura, hanno un odore aromatico, gradevole, il suo olio essenziale viene adoperato in profumeria e nella medicina popolare.

Corbezzolo, Oioni, Ciliegio marino, Arbutus unedo

Corbezzoli
Corbezzoli

La pianta del corbezzolo della falimiglia ericaceae, abbellisce il paesaggio d’inverno, avendo contemporaneamente i fiori, i frutti che matureranno l’anno dopo e i frutti già maturi.Elicriso italico, Elichrysum italicum.
Della famiglia Composite, a fine primavera e in estate, basta un po’ di vento per espandere il suo profumo balsamico e benefico nel territorio dove è presente.

 

Aglio, Allu, Allium. Allium sativum. L.

Aglio
Aglio

Della famiglia iliace, straordinario aromatizzante in cucina, inoltre ha tante di quelle qualità e proprietà, che delle sue virtù se ne potrebbe parlare per giorni.

 

 

 

Zafferano, Crocus sativus

Fiore di zafferano, si usano solo gli steli rossi
Fiore di zafferano, si usano solo gli steli rossi

Della famiglia Liliacee. E’ impiegato soprattutto come condimento in cucina, ha un odore caratteristico, un sapore amaro, aromatico, tinge di un straordinario colore giallo oro, usato una volta per dipingere importanti quadri.

La droga è costituita dagli stimmi seccati di un colore rosso bruno.
La pianta intera è velenosa, anche gli

stimmi ad alta dose è veleno, stiamo parlando dell’ordini di 1 gramo.

Cedrina, Maria Luisa, Aloysia triphylla.

Della famiglia Verbenacee, le foglie di questo arbusto a contatto con le mani, propagano nell’aria un gradevole profumo.

Cedrina
Cedrina

Si possono preparare delle tisane con le foglie di Cedrina, ma anche profumi, liquori casalinghi, sciroppi.
Al mio paese si preparava uno sciroppo così composto, si tagliavano a fettine 5 mele cotogne e si facevano cuocere con 1 L. di vino bianco, l’aggiunta di 150 g di zucchero e 10 foglie di cedrina, si faceva ridurre alla metà, si filtrava, si dava da bere un paio di cucchiai, ogni qualvolta serviva a calmare la tosse.

Ulivo, Olea europaea.

Ulivo
Ulivo

Della famiglia Oleacee, un ramo di ulivo è segno di pace, già basterebbe questo per cantarne le lodi. I suoi frutti, si prestano ad essere conciati in varie maniere, comunque sempre gustosi e saporiti, dalla loro spremitura si ottiene un olio straordinario, adatto a condire sia a freddo sia in cottura.
La cucina mediterranea in esso si identifica e non potrebbe farne a meno.

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Dolci

Pere alla Cedrina

Ingredienti per le Pere cotte alla Cedrina

  • Pere kaiser o abate N° 12
  • Vernaccia o un buon vino bianco litri 1
  • Acqua litri 1 circa o fin quando non copre tutte le pere
  • Zucchero g 200
  • foglie di cedrina N° 12
  • Cannella g 4 circa
Pere alla Vernaccia
Pere alla cedrina

Sbucciare le pere, sistemarle dentro una pentola con coperchio.

La pentola deve essere alta a sufficienza da poter sistemare le pere dritte oppure si sistemino coricate, versarci sopra un litro di vernaccia, lo zucchero, le foglie di cedrina, i chiodi di garofano, la cannella

Aggiungere poi tanta acqua fino a coprire le pere, far cuocere coperte a fuoco dolce

Si può vedere se le pere sono cotte pungendole con una forchetta; se al tocco sono morbide si possono togliere dalla pentola, una alla volta, per non farle rompere, continuare a far bollire il fondo rimasto per farlo ridurre.

Deve rimanere un liquido denso come uno sciroppo.

Sistemare le pere dentro un piatto di grandezza adeguata per poterle contenere, cospargerci sopra il liquido di cottura rimasto.